Andando in campeggio

Campeggiare per me e' sempre una sorpresa. Una sfida. Oserei dire un modo per capire alcune cose che altrimenti resterebbero chiuse in se stesse, senza fuoriscire dal guscio. Non sono mai stato un big fan, pero', negli ultimi tempi, vuoi una tenda comprata a poco prezzo durante il Fringe Festival di Edimburgo, vuoi la voglia di farmi una lunga passeggiata nella natura richiamando alla memoria cio' eravamo soliti fare con mio padre nei boschi di Falcade, beh, piano piano ho ripreso l'abitudine. E il gusto. Riscoprire te stesso, il mondo che ti circonda, da una prospettiva completamente diversa, staccando dal mondo, e' qualcosa che mi rigenera. E mi riporta a fare il focus su cio' che davvero importante. Su quali sono le persone importanti che circondano la mia vita. E cio' che, col tempo sara' bene lasciare andare via perche' riempie ma non arricchisce.

In cammino
E' tutto frenetico. Tante cose da fare. Il tempo e' poco. Le risorse sono limitate. E bisogna andare avanti. Mai fermarsi e riflettere. Sempre avanti, senza neanche la possibilita' di girare la testa e guardare il panorama da un'altra prospettiva. Quando si va in campeggio, tutto cambia. Sei tu, te, e te stesso in viaggio. Magari con un enorme zainone in cui hai messo le cose necessarie ma non tutte quelle importanti. Realizzi, quando lo stai preparando, che non e' importante portarsi tutto. Perche' il "tutto", cioe' cio' che e' importante per te, e' nella tua testa, nella tua memoria, nel tuo cuore. E sulle tue mani. Ma nel tuo zaino devi mettere solo cio' che ti permette di sopravvivere. Cibo, acqua, tenda, sacco a pelo. E un libro da leggere.

E cosi' comincia il viaggio. Parti. Hai tanti progetti in mente. Li cambi, li modifichi, guardi la mappa, fai progetti, cerchi lo starting point. E ti metti in ascolto. Della natura, certo. Ma anche e sopratutto, in ascolto di te stesso. A volte succede che sei li', e una piccola rientranza, una nuova sfumatura di verde, un albero tagliato, un animale che ti guarda, cambia completamente la tua prospettiva. Vorresti immortalarlo, fotografarlo, condividerlo con chi ami. E poi capisci che quel momento, piccolo, minuscolo, irripetibile, e' esattamente il motivo per cui hai deciso di metterti in cammino.

In cammino nel bosco. In cammino verso il Loch. In cammino verso la vita.

Cercare il momento giusto
Succede che a volte sembra tutto remare contro.
La temperatura si abbassa. Tu sei in tenda, accendi un fuoco e cerchi di scaldarti. Ma stai tremando. E non sai se hai le risorse mentali e fisiche per andare avanti. Cosi' ti fermi, torni indietro. Triste. Come aver fallito nel tuo intento. La neve cade copiosa. Non riconosci i confini del sentiero che avevi percorso il giorno prima. Alcuni animali ti guardano incuriositi. Si fermano al lato, ti guardano. Sembrano dirti "vai avanti coraggio". E tu vai avanti. Senza curarti che in quel momento stai andando indietro, e non avanti. Poi ti fermi. Vedi il primo segnale che ricordi. Posi lo zaino e terra. e guardi dietro di te.

C'e' una timida luna che illumina tutto. Il bosco non sembra piu' minaccioso ma sembra incantato. Il bianco non e' piu' bianco. E' brillante, lucente. E ti accorgi di aver attraversato una poesia a forma di sentiero.  Pensavi di aver fallito perche' stavi tornando indietro sui tuoi passi. Ed invece e' bastato un istante, un brivido sulle mani e sugli occhi, per accorgerti che stavi andando avanti. E a quel punto vorresti tornare indietro ancora. Rifarlo dieci cento mille volte. Perche' tutto e' stato giusto cosi'. Con i rischi del caso, gli errori, l'andare avanti, e il tornare indietro.

Il cucchiaio non esiste
Ci raccontano che la vita, come il campeggio, va percorsa ed affrontata in un certo modo. Ma le cose belle che ti arricchiscono, che ti permettono di vivere, e che rendono viva questa corta e inutile esistenza su questo piccolo pezzo di terra nel sistema solare, non vanno per parametri prestabiliti. Ed allora bisogna soltanto essere in ascolto. Perche' a volte non siamo in grado di ascoltare. Il bello ci accarezza, e noi non lo percepiamo neanche.

A volte invece percepisci tutto. Tutto insieme. Ed e' tanta roba. Ma tanta.