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Sunday, 3 April 2016

Un giorno da donna. Online

Non lo nego: anch'io ho avuto un profilo su OKCupid.

Dopo aver sentito parlare, e letto sopratutto, di questi dating site che avrebbero fatto miracoli (spoiler: no, non e' vero), decisi prima di provarli tutti, e poi di tenerne solo uno. Nella mia piccola analisi OKCupid mi sembrava il piu' completo. Aveva la sua app per android, il suo sito web, la non necessita' di essere iscritto a Facebook per poter mantenere il profilo, una serie di quiz a risposta multipla che attraverso un motorino aiutavano a definire la personalita' negli aspetti piu' essenziali. Passai la fase del "shame on you Fabio" ed apri' questo maledetto profilo. Le visite arrivarono quasi subito, i messaggi tardavano ad arrivare. Dopo un mesetto di poca interazione decisi di creare una sorta di messaggio standard, con una mia piccola descrizione (il minimo sindacale di educazione: ciao sono x, vivo a y, sono appassionato di z...). Lo inviavo soltanto quando ritenevo che la persona potesse essere a me simile, interessi simili e possibilita' di incontrarla dal vivo (spoiler: no non funziona).

Passarono ancora alcuni mesi e conobbi davvero una persona.
Mi resi subito conto di quanto fosse scomodo messaggiare in quel modo. Si io sono un'amante dell'email. Pensieri lunghi e ragionati, e possibilita' di seguire la P main rule: Pensa Poi Parla Perche' Parole Poco Pensate Possono Produrre Pentimento. (spoiler: non, non ho (ancora?) mai incontrato questa persona). A quel punto il sito comincio' a sembrarmi utile, cominciai a rivalutarne le caratteristiche, e capi' il motivo del suo successo. La societa' ci rende schivi ed introversi, sospettosi l'uno dell'altro, e a volte la possibilita' di parlare senza per forza doversi incontrare e' un modo per scambiare pensieri e confrontarsi in un modo che difficilmente faresti di persona. In the meantime, dopo poco, lei mi avviso' che stava per rimuovere il suo profilo. Troppa gente strana in giro per il sito.

Gente strana? Che voleva dire?
Beata ignoranza. Lei non approfondi', io restai con le domande sul gozzo, e non ci diedi peso, ci tenemmo in contatto in altro modo. Diventammo amici. La verita' e' che, dopo poco persi interesse anch'io. Accadde una notte, quando per la prima volta (salve buongiorno sono un ingenuo) notai la funzione "match" che avevo tanto blame-ato su Tinder. Come? Anche qui questa funzione sessista? Piccola descrizione per noobs. La suddetta funzione sussiste in:  appare sullo schermo l'immagine di una persona (no dico, l'immagine), no profilo, no interessi, no affinita', nulla di nulla, si clicca sul YES or NOT. Alla faccia del rispetto reciproco dei due sessi... Ok. anche per me era il momento di dire basta. Prima di rimuovere il mio profilo feci un giro su Reddit per leggere il parere degli utilizzatori e, surprise surprise, gli uomini dicevano che le ragazze erano tutte pazze (oppala'... dove l'ho gia' sentita sta cosa?) e le donne dicevano che i ragazzi erano stupidi e arroganti (again, repetita...). Ergo: gli stessi schermi si ripetevano tali e quali.

Ma che cose voleva dire che i ragazzi erano arroganti?
C'era solo un modo per capirlo: diventare donna per un giorno. Cancellai il mio profilo, e ne creai uno fittizio di una ragazza, giovane, 23 anni, caratteri indo-europei, "Living in Edinburgh, looking for the sun", senza nessuna informazione sul profilo. No interessi no caratteristiche, nulla di nulla. Sentivo in lontananza Russel Crowe dirmi in un orecchio "al mio segnale scatenate l'inferno". E cosi' fu. E cominciai a capire. La gente salutava, diceva che avevo una belle immagine e mi chiedeva come stavo. Cercava interazione, io non rispondevo e diventava completamente matta per la non risposta. Nessuno veramente maleducato, ma mi stupiva molto il fatto che valutassero un'immagine senza neanche domandarmi chi fossi, quali fossero i miei interessi, quale fosse la mia provenienza, sopratutto senza neanche presentarsi. Come puoi domandare a qualcuno "come stai" o "cosa stai facendo" o "ci possiamo vedere" se neanche lo conosci? Un ragazzo al terzo messaggio mi scrisse "voi donne siete tutte uguali". Un altro al primo mi scrisse "spero di incontrarti perche' vivo da solo e non vedo nessuno". Un altro "se cerchi il sole lo potrai trovare in Dundee". Un altro ancora "non sono bello come te ma spero potremmo sentirci".

Dunque era davvero solo l'immagine che contava?
A quel punto pero' non volli piu' approfondire. Decisi di rimuovere il profilo molto velocemente e cominciai a pensare cosa davvero era successo. Lungi dall'essere un'analisi sociologica, quelle poche ore mi avevano rivelato una cosa importante. Ci hanno resi schiavi dell'immagine, e la scelta (se di scelta si puo' parlare) non risiede piu' nella condivisione delle prospettive, o nella connessione delle menti, ma in parametri che nulla hanno a che fare con la decisione di investire le proprie risorse per costruire qualcosa di importante. Gli incontri son diventati veloci, immediati, ci si nasconde l'un l'altro sperando che l'altro non venga mai veramente a conoscenza di chi o quello che realmente siamo. E questo ci sta isolando come societa'. E questo sta rendendo anche i rapporti di coppia fragili, senza prospettive, perche' rinunciamo ad esser un libro aperto e puntiamo sulla nostra copertina. Ecco il motivo del successo di questi dating site.

Non sono un passatista, ma si stava comunque meglio quando si stava peggio.