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Monday, 19 September 2016

Ho ballato. Con mio padre.

Sono ormai 4 anni che mio padre se ne e' andato.
Il mio cervello dovrebbe aver elaborato il lutto, la mia testa dovrebbe aver modulato il ricordo ma forse non e' cosi'. Mi capita cosi', a volte, di vederlo, di sognarlo, di sentire la sua mano poggiata sulla mia spalla, e di sentire la sua voce. E succede che una notte, una notte particolare ma come tante, mi appare in sogno. In uno di quei sogni a colori, con sceneggiatura cinematografica, che mi capita di fare di tanto in tanto.

Lavoriamo nella stessa azienda. Io nel centro di controllo, addetto al supporto remoto di macchine linux, e lui al piano superiore, amministratore delegato, uno di quegli esseri intoccabili che, visti da fuori, non presentano difetti se non quello di essere al top. Sono giorni che non lo sento, ma per sentire la sua voce, per comunicare con lui, sembra che il mio telefono, quello solito, non sia quello giusto. Ne devo prendere uno vecchio, un nokia 3310, hackerarlo, inserire la sim, e per qualche motivo, lavorare di saldatore e forbice. Riesco ad inserire la sim, gli telefono, ma il numero sembra irraggiungibile.

Sunday, 3 April 2016

Un giorno da donna. Online

Non lo nego: anch'io ho avuto un profilo su OKCupid.

Dopo aver sentito parlare, e letto sopratutto, di questi dating site che avrebbero fatto miracoli (spoiler: no, non e' vero), decisi prima di provarli tutti, e poi di tenerne solo uno. Nella mia piccola analisi OKCupid mi sembrava il piu' completo. Aveva la sua app per android, il suo sito web, la non necessita' di essere iscritto a Facebook per poter mantenere il profilo, una serie di quiz a risposta multipla che attraverso un motorino aiutavano a definire la personalita' negli aspetti piu' essenziali. Passai la fase del "shame on you Fabio" ed apri' questo maledetto profilo. Le visite arrivarono quasi subito, i messaggi tardavano ad arrivare. Dopo un mesetto di poca interazione decisi di creare una sorta di messaggio standard, con una mia piccola descrizione (il minimo sindacale di educazione: ciao sono x, vivo a y, sono appassionato di z...). Lo inviavo soltanto quando ritenevo che la persona potesse essere a me simile, interessi simili e possibilita' di incontrarla dal vivo (spoiler: no non funziona).

Monday, 30 November 2015

Tondi, quadrati. E ovali.

Chi sono io e perché, oggi,  lavoro nell'IT (semi cit.)
Ho sempre considerato i "detti popolari" qualcosa di arretrato e stupido. Quasi a sentirmi superiore, ogni volta che sentivo un anziano pronunciarne uno, strizzavo gli occhi e mi imponevo di non ascoltarlo. Era qualcosa di sorpassato, vecchio, e suonava come un modo per semplificare una realtà che, ai miei occhi, appariva più complessa.

Dalle mie parti i "detti de li 'ntichi" sono qualcosa di sacro, qualcosa da ricordare all'occorrenza e che ti possono indicare una strada maestra nella vita di tutti i giorni. Ne esiste uno che dice "se nasci tundu nu puei murire quadratu". É un modo per ricordarti sempre da dove vieni e quali sono le tue radici, ma è anche un modo, a volte, per essere razzisti verso chi, uscito dalla campagna, si metteva giacca e cravatta e cercava un inserimento nella società dei benpensanti. La borghesia che reagiva alla "presunta" perdita dei privilegi acquisiti per nascita. Col tempo però questo detto si è  trasformato in un ammonimento più esteso, ovvero "non rinnegare mai da dove vieni". Diceva Enzo Biagi "le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano due o tre: sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino". E se fosse vero?

Saturday, 14 November 2015

Quella mia necessitá di essere Ateo...

Scrivo questo post con gli eventi di Parigi nel cuore ed un senso di rabbia nella testa che non riesco a rimuovere. Questa notte, quasi fosse una abitudine giornaliera, France Info era in streaming dal mio smartphone. Musica, cultura, come tradizione... quando l'annunciatrice ferma tutto e annuncia una edizione speciale del radiogiornale per aggiornare sugli eventi di Parigi. Quali eventi, mi domando... Quando e' arrivata la risposta nelle mie orecchie, non sapevo se essere piu' basito o più incazzato. Ancora una volta, nel nome di Dio (di un qualunque Dio, non mi interessa piu' definire quale) si era ucciso. George Carlirn la chiamava "the biggest bullshit ever told". E non posso che essere d'accordo. Ma cosa mi succede? Io non ero religioso? Si, quando ero giovane. Tanto giovane per la verità. Ero talmente religioso da voler convertire tutti. Non facevo altro che parlare di quanto Dio ci amasse, di quanto Dio fosse buono, di quanto non si potesse vivere lontani dalla provvidenza divina. E questo perché? Mi accorsi soltanto piu' tardi di essere nel pieno di una irrazionalità spinta che mal si conciliava con la mia passione per la fisica, la matematica e il pensiero razionale di filosofi come Popper. Ma perché tutto questo?

Wednesday, 11 November 2015

Il sonno della ragione (genera...)

Ei fu siccone social
Come molti di voi, rimasi affascinato fin da subito dall'idea dei social network. Piattaforme chiuse al loro interno, ma aperte verso il mondo esterno, in cui si poteva discutere, dibattere, ed in cui ognuno poteva esprimere, confrontandola con quella degli altri, la propria opinione. Non era certamente un'idea nuova di zecca. I forum e le chat (#irc... chi se lo ricorda ancora?) furono gli antesignani di questo nuovo modo di vivere l'internet. Discussioni accese, dibattiti aspri, che si sviluppavano, nascevano e morivano sulle tastiere degli utenti e sugli schermi di ogni computer... senza però mai dimenticarsi delle mailing list, gioia e dolore dei vecchi client di posta che imponevano all'utente la creazione di filtri più o meno selettivi che rimuovessero quella enorme montagna di merda spam giornaliera che affollava le proprie caselle (spamassassin santo subito). Ma con i nuovi social network tutto diventò diverso.

Thursday, 5 November 2015

The elephant in the room

C'è una bellissima espressione inglese che si usa quando, seduti attorno ad un tavolo, si "deve" affrontare un argomento scomodo. Quell'argomento imbarazzante, radice di tutte le discussioni a seguire. The elephant in the room. Chi ha visto quell'elefante nella stanza almeno una volta nella sua vita sa di cosa parlo. È una presenza ingombrante, costante, che ti accompagna come un'ombra senza abbandonarti mai. È come una zanzara fastidiosa, che ti ronza nelle orecchie tutti i giorni che non riuscirai mai a farcela, che sei sopravvalutato, che non vali nulla, e che non smette mai di fare il bastian contrario. La sua capacita' di convincimento, di per sé, non sarebbe alta, ma sa benissimo che la sua forza non è nell'aver ragione, ma nel non demordere mai. E lei non demorde. Resta li, e aspetta il momento adatto per far breccia nei tuoi (timidi) tentativi di non darle retta. E alla fine ce la fa, ti convince e, ciclicamente ti rovina la vita. Negli anni, io l'ho ormai definita "La mia amica inseparabile". Quell'unica amica che non ti abbandona mai e che, paradossalmente, è li' per dirti di lei non potrai mai fare a meno.

Monday, 15 September 2014

Indipendenza? A me preoccupano i bambini...

Cari acquirenti di questo microsolco (cit.), sono in Glasgow. Eh si. Dopo aver imballato tutto quello che c'era da imballare, venduto tutto quello che c'era da vendere, e cancellato tutto quello che c'era da cancellare, ho preso un volo di sola andata (si spera) dall'Italia verso la Scozia, con la speranza in tasca e l'incoscienza nello zaino. La Scozia. Si, sapete, quel pezzo di terra che sta a meta' strada fra la Norvegia e l'Islanda (??); quella zona tanto vicina all'Irlanda che, se si va verso il nord, si scoprono paesaggi quasi identici fra i due paesi; quella parte di mondo dove son vissuti i Pitti, e i Caledoni, e i Vichinghi, e i Celti, e i Sassoni, e poi, ma solo poi, gli Scozzesi con il regno d'Alba. La patria di Mel Gibson insomma, ops, volevo dire William Wallace... Anyway, per qualche motivo, e non so bene quale, questo paese dalle mille culture ha accettato benvolentieri la mia presenza, e finche' lo fara' con questo trasporto, da qui non ho intenzione di tornare indietro. Perche' farlo poi? Sentirsi a casa, un'altra volta, e' una bella sensazione che, per ora, ho intenzione di tenermi ben stretta.